Valentina Tereškova, la prima donna nello spazio

Negli anni ’60 la società fu sconvolta dalla caparbietà e dalla inestimabile forza di volontà di Valentina Tereškova, una ragazza che fu una fonte di ispirazione per molte donne che, come lei, decisero di mostrare il loro valore al mondo.

Valentina Tereskova pochi istanti prima del decollo del Vostok 6

Valentina Tereskova nacque il 6 marzo del 1937 in un piccolo paese sulle rive del fiume Volga, Masslenikovo. Elena e Vladimir, i suoi genitori di estrazione proletaria e modesta, lavoravano rispettivamente come operaia in un’industria tessile e come guidatore di trattori. Purtroppo l’infanzia di Valentina e dei suoi fratelli fu segnata dall’avvento della seconda guerra mondiale nella quale morì il padre, arruolato come carrista nell’esercito russo. Negli anni seguenti, nonostante le difficoltà economiche e l’incertezza che contraddistinse il dopoguerra, la futura cosmonauta, spinta dalla passione per il volo divenne un’ammirevole paracadutista. Per capire cosa portò la Tereskova ad essere la prima donna a effettuare un volo in orbita attorno alla terra è necessario contestualizzare il periodo storico in cui essa visse.

Negli anni ’60 lo spazio rappresentava il campo di battaglia sul quale gli Stati Uniti e l’Unione Sovietica si misuravano per dimostrare la propria superiorità e supremazia. A questo scopo, entrambi i paesi finanziarono numerose attività di ricerca spaziale che videro i primi effetti quando, nel 1961, grazie allo sforzo sovietico, Yuri Gagarin fu il primo uomo a compiere un’orbita attorno al globo. Negli anni successivi, si susseguirono numerose prove di forza che miravano a eseguire orbite più durature e lunghe. Tuttavia, questo non bastava al primo ministro Khrushchev che, preoccupato dai successi delle missioni americane, desiderava stupire l’intero globo attraverso missioni sempre più spettacolari e sorprendenti. Fu così che, nel 1961, da un’idea dello stesso primo ministro, fu istituito un bando per il reclutamento di una donna da inviare nello spazio. La selezione iniziò nell’estate dello stesso anno sotto la direzione del veterano Gagarin il quale recuperò migliaia di lettere che erano state inviate da giovani aspiranti cosmonaute dopo il primo volo Vostok e che erano state accantonate. Alla fine, dopo approfondite indagini e interviste, furono selezionati quattro profili, tra i quali anche quello di Valentina Tereškova. Le quattro candidate furono sottoposte a un anno di duro addestramento che comprese lo studio delle nozioni fisiche e matematiche di base, la preparazione fisica e psicologica e l’apprendimento del funzionamento della navicella spaziale. Dopo questo periodo molto intenso la candidata migliore si dimostrò la Tereskova che fu quindi scelta per la missione Vostok 6.

Valentina Tereskova e Yuri Gagarin durante una intervista pubblica.

Fu così che il 16 giugno 1963 alle 12.29, dalla cosmodromo di Bajkonur fu lanciato il Vostok 6 con a bordo la cosmonauta Valentina Tereškova, dopo pochi minuti il razzo raggiunse l’orbita e finalmente la prima donna era nello spazio. In quel momento le donne di tutto il mondo, qualunque fossero le loro tendenze politiche o ideologiche, reagirono con orgoglio ed esuberanza alla notizia che una ragazza poco più che ventenne era riuscita a dare speranza a chi, come lei, aveva voglia di dimostrare il proprio valore. Dopo quasi tre giorni di volo in orbita la navicella iniziò le procedure per l’atterraggio e dopo essere entrata in atmosfera il paracadute principale si spiegò permettendo alla Tereškova di aprire il portello laterale e lanciarsi dalla capsula. Nei pochi istanti di quella silenziosa discesa che la condusse al suolo si sarà indubbiamente sentita molto orgogliosa, soprattutto per aver ispirato moltissime ragazze che, prendendo spunto da lei, trovarono la forza di combattere gli stereotipi della società dell’epoca.

La navicella Vostok 6 dopo l’atterraggio.

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